Allattamento al seno: Ibfan Italia celebra i 40 anni del Codice Internazionale

Il 21 maggio ci celebrano i 40 anni del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, che 40 anni fa, il 21 maggio 1981, l’Assemblea Mondiale della Sanità approvò a Ginevra. Nome lungo e impegnativo di una norma nata per proteggere l’allattamento dalle interferenze commerciali in tutto il mondo. Gli 11 articoli iniziali sono periodicamente aggiornati con successive Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità per chiarire punti controversi, fronteggiare nuove strategie di marketing e aggiornare il testo in base a nuove prove scientifiche, che continuano a confermare la superiorità dell’allattamento su qualunque tipo di formula artificiale ultra-processata.

Quest’anno, per celebrare i primi 40 anni del Codice Internazionale, IBFAN Italia ha voluto fare un doppio regalo, aggiornandone la traduzione in italiano con tutte le più recenti Risoluzioni e realizzando un’edizione straordinaria de Il Codice Violato.

I due documenti sono liberamente scaricabili dal sito www.ibfanitalia.org

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento esclusivo (solo latte materno, senza aggiungere né alimenti complementari né tisane o acqua né, ovviamente, formula) per i primi 6 mesi di vita del bambino, proseguendo fino a due anni e oltre (se la mamma e il bambino lo desiderano), integrando gradualmente con cibi complementari fatti in casa e idonei all’età del bambino. Si tratta del modo di nutrire un bambino più naturale, sano, ecologico, salutare, sicuro ed economico che ci sia; per tale ragione, va promosso, sostenuto e protetto. Proteggere l’allattamento è una responsabilità collettiva da condividere, è una questione di diritti umani della madre e del bambino. La finalità del Codice Internazionale è garantire ai neonati una nutrizione sicura e adeguata, proteggendo l’allattamento da pratiche inappropriate di commercializzazione e distribuzione dei sostituti del latte materno, ponendo restrizioni alla pubblicità e commercializzazione di tutti i sostituti del latte materno, ossia di qualsiasi alimento indicato come idoneo nei primi tre anni di vita: formule infantili, di proseguimento e per bambini da 1 a 3 anni, formule speciali, alimenti e bevande complementari, acqua in bottiglia, biberon e tettarelle.

Nel Codice Internazionale si stabilisce che il materiale informativo e didattico relativo all’alimentazione dei neonati e dei bambini fino a 3 anni debba riportare informazioni chiare sui benefici e la superiorità dell’allattamento. Inoltre, i prodotti su cui si applica il Codice Internazionale non dovrebbero essere pubblicizzati al pubblico; produttori e distributori non dovrebbero fornire, direttamente o indirettamente, campioni omaggio; è vietata la pubblicità nei punti vendita, l’impiego di espedienti promozionali quali esposizioni speciali, buoni sconto, premi, offerte promozionali finalizzate a indurne l’acquisto, e il personale addetto al marketing non dovrebbe stabilire contatti diretti o indiretti, con funzioni educative, con donne in gravidanza o madri di lattanti e bambini. Infine, il Codice Internazionale proibisce la sponsorizzazione, da parte di produttori e distributori di sostituti del latte materno, di eventi congressuali e formativi organizzati dalle associazioni professionali, a cominciare da quelle pediatriche.
Nel Codice Internazionale si forniscono precise indicazioni alle Autorità, ai servizi sanitari, all’industria e ai Governi su come rispettarlo impedendo le violazioni; si precisano anche le caratteristiche delle etichette e si pone l’attenzione sulla qualità dei prodotti, a difesa anche delle mamme che decidono di non allattare o che sono affette dalle rarissime controindicazioni all’allattamento.

Ciò non toglie che con la diffusione di internet e degli smartphone, le ditte riescano facilmente a violare il Codice Internazionale e ad aggirare la legislazione nazionale: hanno siti, club per mamme e bambini, mailing list, pagine Facebook, app, blog, pagine di influencer che spesso veicolano informazioni scorrette e certo non libere da conflitti di interessi, agendo modalità sempre più subdole e insidiose di marketing.

Per far rispettare il Codice Internazionale e monitorarne violazioni e risultati, vigila dalla sua nascita l’International Baby Food Action Network (IBFAN) con sue diramazioni in quasi 200 paesi: IBFAN Italia (www.ibfanitalia.org) è un’organizzazione senza fini di lucro, indipendente, impegnata ad agire nel rispetto del vigente ordinamento giuridico e dei valori sanciti dalla Costituzione Italiana, attraverso l’utilizzo di metodi non violenti.


Perché tanto interesse rispetto a un argomento che dovrebbe esser semplicemente scontato, essendo prassi della fisiologia della nutrizione infantile?

Ancora oggi l’allattamento potrebbe salvare la vita di 830.000 bambini sotto i 5 anni, ogni anno, nel mondo. Si calcola che il 22% dei decessi neonatali potrebbero essere evitati se le donne potessero attaccare al seno i propri bambini entro la prima ora dopo la nascita (un neonato che riceve latte materno entro 1 ora dalla nascita ha circa il triplo di probabilità di sopravvivere rispetto a uno allattato il giorno successivo al parto). Nei paesi più poveri, i bambini alimentati con formula (spesso troppo diluita per far durare di più le costose confezioni, sciolta in acqua non potabilizzata e somministrata in biberon non sterilizzati) hanno una probabilità 15 volte maggiore di morire di polmonite e 11 volte maggiore di morire di diarrea rispetto a quelli che sono allattati esclusivamente nei primi 6 mesi di vita.

###BANNER###

La formula artificiale è anche un grande nemico dell’ambiente: molti studi lo hanno dimostrato e un articolo pubblicato sull’autorevole British Medical Journal ha messo in evidenza il legame tra la produzione e l’utilizzo della formula artificiale e l’inquinamento ambientale: i dati evidenziano che per produrre un chilo di formula artificiale in polvere occorrono 4.700 litri di acqua. IBFAN Italia ha recentemente tradotto e diffuso il documento Green feeding sull’importanza per l’ambiente dell’allattamento e dell’uso di cibi locali in famiglia; il documento raccoglie una serie di dati e riflessioni sull’impatto ambientale dell’alimentazione con formule e baby food industriale, ed esorta tutti i livelli a proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento e l’alimentazione complementare ottimali per contribuire in modo semplice e diretto alla salute globale degli esseri umani e del pianeta.
Vi è poi il problema dell’energia spesa per scaldare l’acqua per preparare la formula in polvere e dei rifiuti generati dalle confezioni di formule per neonati e dei vari ingredienti che vengono nel processo industriale (i vari oli vegetali, vitamine, minerali, ecc. che producono ulteriore inquinamento). Ogni madre che allatta i propri bambini per i primi sei mesi evita l’emissione in atmosfera di un quantitativo di CO2 che va da 95 a 153 kg. Se solo tutte le madri nel Regno Unito seguissero le linee guida governative sull’allattamento, potrebbero risparmiare all’ambiente un tasso di inquinamento pari a quello prodotto da circa 77.000 auto.

Abbiamo parlato di:
Condividi sui social