Festa del Papà: 10 poesie e filastrocche per il papà. Per bigliettini, lavoretti o da recitare

Come celebrare la Festa del papà il 19 marzo? Oltre a ispirarvi con uno dei tanti regali per tutti i tipi di papà, oppure provare una ricetta con i vostri bambini, perché non leggere insieme ai vostri figli una poesia?

Poesie e filastrocche dedicate ai papà possono essere di ispirazione per i bambini e si possono facilmente utilizzare nei disegni e nei lavoretti che i vostri bimbi creeranno da soli o insieme a voi come regalo unico e speciale per la Festa del papà. Inoltre le brevi poesie possono anche essere imparate dai bimbi più grandicelli, che potranno recitarla direttamente al loro papà, che ne rimarrà stupito e commosso.

Poi si sa i papà in fatto di regali fatti a mano non sono particolarmente esigenti, basta che il dono sia fatto con il cuore e anche un semplice biglietto realizzato con spontaneità e fantasia sarà sicuramente un dono molto gradito.

Scorrete le pagine per trovare la poesia o la filastrocca più giusta da regalare al papà.

Ecco - Bruno Tognolini

Ecco il giorno e la notte
Ecco le albe e i tramonti
Ecco le stelle a frotte
Ecco i mari, ecco i monti
Ecco il babbo vicino
Ecco il cielo profondo
Ecco il mondo, bambino
Ecco il bambino, mondo.

(tratto da Mammalingua)

Per te papà - Roberto Piumini

C’è un uomo grande:
gli faccio domande.
C’è un uomo grosso:
gli salto addosso.
C’è un uomo attento:
gli soffio il vento.
C’è un uomo quieto:
gli dico il mio segreto.
C’è un uomo in casa mia
che mi fa compagnia.
Chi è? Chissà?
È il mio papà!

(tratto da Rimelandia)

A mio padre - Camillo Sbarbaro

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi un uomo estraneo
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia avea fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi un uomo estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei

(tratto da Pianissimo)

Passeggiata domenicale - Gianni Rodari

Io vado a spasso per la città,
senza una mèta vago qua e là.
In piazza Navona mi fermo a guardare
quelli che stanno il gelato a leccare.
In piazza Esedra reato incerto:
sentire gratis il concerto,
o sedermi, alla romana,
sull'orlo fresco della fontana?


Ma è zeppo, l'orlo di cemento:
ci siedono già persone duecento.
Si godono il fresco le famiglie,
la mamma, la suocere con le figlie.
E il babbo dov'è, per far pari?
E' a casa a fare gli straordinari.
Ogni domenica per la via,
si fa il passeggio dell'economia.

Al mio papà

Al mio papà,
Papà, per la tua festa
volevo dirti tante cose belle,
ma tante, tante
quante sono le stelle.

Ma la mia bocca
è ancora troppo piccina
e ho il cuor commosso stamattina.
Poche parole so dirti intanto:
“Papà, ti voglio bene
tanto, tanto, tanto”.

(tratto da Scuola 2000 Gruppo editoriale Raffaello)

###BANNER###

Il papà - L. Musacchio

Il papà non è solo
l’amico delle capriole sul letto grande
Non è solamente l’albero al quale mi arrampico
come un piccolo orso
non è soltanto chi tende con me l’aquilone nel cielo.

Il papà è il sorriso discreto che fa finta di niente
è l’ombra buona della grande quercia
è la mano sicura che mi conduce nel prato
e oltre la siepe.

Prima che nascessero i papà - Vincenzo Riccio

Prima che nascessero i papà
il mondo era quadrato:
non c’erano le piante,
neppure un albero di cioccolato.

Il sole non riusciva neppure a tramontare
visto che ancora non sapeva rotolare.
I prati non avevano l’erba dipinta,
e i petali dei fiori avevano una faccia stinta.
Se guardavi il cielo vedevi solo nero,
tutto il mondo era scuro e serio serio.
Ma poi è arrivato il mio papà.

Ha arrotolato il cielo intorno al mondo,
ha insegnato al sole a rincorrere le stelle,
e perché la notte non facesse poi paura al suo bambino
ha acceso in cielo un faro e qua e là qualche lumino.
Ha regalato note anche agli uccelli,
e tra i rami degli alberi ha legato solo sogni belli.
Tutto questo ha fatto per me il mio papà.
Ma so, che per il mio amore,
sta costruendo un mondo ancora migliore.

Chi lo vuole un babbo pelato
che quando torna è sempre arrabbiato
che non mi manda fuori a giocare
quando in casa non so cosa fare,
che alla sera va al caffè
e non resta a giocare con me?

Che quando è preoccupato
non vuole essere disturbato?
Se lo scambi con il mio
ti regalo anche mio zio:
ci ho ripensato: “Non lo vendo,
per questa volta me lo tengo”.

(da Raccogli idee ed.Tresei scuola)

Questa mattina ho chiesto al mio tenero cuore:
“Suggeriscimi tu qualche detto d’amore,
suggeriscimi tu qualche soave accento
per fare il mio babbo contento!”.

E il mio cuore mi ha risposto:
“Digli questo soltanto:
Ti voglio bene…
ma tanto, tanto, tanto…”

Che bello giocare con le costruzioni
e poi quando è sera guardare i cartoni;
che gioia dipingere con i pennarelli
e mettere assieme i puzzle più belli.

Ma il momento magico anche oggi sarà
quando ritorni tu: Papà!

Condividi sui social